Mostra fotografica DI SOLO PANE

I CONTENUTI DELLA MOSTRA
Approda anche a Bergamo la mostra fotografica daI titolo "Di solo pane". La mostra comprende oltre venti bellissime fotografie commentate da descrizioni delle diverse tecniche utilizzate per la manifattura del pane, dalla injara etiope alla chala europea. In precedenza la mostra è stata allestita nel febbraio 1998 presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma. Le foto artistiche conferiscono a questo semplice cibo "folcloristico" un nuovo valore simbolico e profonde connotazioni religiose. Il titolo "Di solo pane" è una versione ridotta del versetto biblico "Non di solo pane vive l’uomo ma di quaIunque cosa che Dio avrà ordinato" (Deut. VIII, 3). Gesù citò queste parole quando fu tentato da Satana nel deserto (Matteo, IV, 4).
Questo tema rappresenta un legame tra Torah e Vangelo e le foto stesse nel nostro inconscio forse creano proprio tale associazione. Questa antitesi tra la santità e l’essere terreno, concetti così vicini quando si parla di pane, è di grande importanza e ricca di simbolismo per tutti, credenti e non credenti. L’autrice ha cercato di catturare questa antitesi persino nelle foto più profane scattate nelle fornerie. Il carattere interreligioso di questa mostra fotografica è rappresentato dalla combinazione e dalla varietà delle immagini che mostrano le tradizioni di diverse religioni e culture.
Alcune foto sono sorprendenti: una, ad esempio raffigura una giovane nel momento in cui esce dal bagno rituale ebraico la sera prima del suo matrimonio e una donna anziana che le spezza sopra al capo una forma di pane, il tradizionale pane del matrimonio, simbolo di purezza e perfezione.
L’artista ha fotografato alcuni sacerdoti cristiani nell’atto di benedire il pane, sìMbolo del corpo del Cristo. Inoltre ha fotografato le fornerie di Gerusalemme, Tel Aviv e di altri luoghi della Terra tanto preziosa per milioni di persone al mondo.

L’AUTRICE
Varda Polak-Sahm
, nata a Gerusalemme nel 1953, è una fotografa che in Israele gode di una grande fama. In questa mostra, allestita in tempi di contrasti come quelli che viviamo oggi, è riuscita a creare uno speciale effetto artistico il cui significato più profondo è la testimonianza tra santità e essere terreno, del legame tra gli uomini sempre vivo nonostante le differenze di credo e di identità etnica. La Polak-Sahm ha alle spalle una consolidata carriera di fotografa professionista di cui si da una breve e sintetica rassegna.
1985
Laurea in Teatro, Arti e Folclore presso l’Università Ebraica di Gerusalemme. Attualmente sta studiando per l’ottenimento di un Master in Folklore Ebraico.
1989-92 Studi di fotografia presso la Scuola di Fotografia di Gerusalemme.
1985 Fotografa per La Stampa (Torino)

Progetti speciali

Esposizioni collettive

Mostre personali

Riconoscimenti

LE FOTOGRAFIE DELLA MOSTRA (alcuni titoli)

  1. Ein Dor sul Monte Tabor in Galilea: bambini ebrei e arabi mietono il grano come facevano i loro progenitori.
  2. Pita dei beduini (pane piatto).
  3. Fahme, Città Libera per i lavoratori palestinesi
  4. Una ragazza araba in abito da festa che separa la paglia
  5. La mano di un fornaio in un forno a legna iracheno
  6. Filoni di pane in un forno a gas
  7. Pane azzimo su pietre bollenti a Gerusalemme
  8. Pita irachena in un Taboun
  9. Fornai del ‘Fire Oven Pita"
  10. Un cliente
  11. Drusi a Pekiin in Galilea appendono il loro pane su ganci in segno di rispetto
  12. Impasto per la pita
  13. Sei dei dodici apprendistl di una forneria di Jaffa
  14. "Matza Shemura", il pane azzimo per la festa della Pasqua ebraica (Pesach)
  15. Un preto greco-ortodosso nella Chiesa della Natività di Betlemme
  16. Una donna armena riceve l’Eucarestia
  17. Un prete armeno bacia la mano dei Patriarca dl Gerusalemme
  18. Una sposa ebrea sefardita nel Mikwa, mentre sua madre spezza il pane come simbolo di verginità e fertilità
  19. L’origine del pane dello Shabbat. Una scena tratta da "Pasta indefinita" della "Scuola del Teatro Visuale dl Gerusalemme"
  20. La benedizione ebraica del pane la sera di Shabbat
  21. Il pane nuziale

Si aprirà martedì prossimo al Collegio Sant'Alessandro la mostra di una reporter israeliana
Il pane, centro della civiltà ebraica e cristiana
(alcuni titoli)

Entrare nella realtà di Israele, una terra che da secoli è tormentata, e che al tempo stesso è oggi un crogiolo di culture e tradizioni diverse, attraverso una materia umile quanto importante: il pane. Osservato, fissato sulla pellicola e riproposto lungo un percorso fotografico scandito da riti e tecniche legati alla manifattura di un cibo essenziale, che diventa simbolo di vita e di pace. È questa l'idea guida della mostra «Di solo pane» - il titolo riecheggia all'inverso il famoso versetto evangelico «non di solo pane vive l'uomo» - che sarà allestita nell'atrio del Collegio Sant'Alessandro, in via Garibaldi 3, dall'associazione Italia-Israele di Bergamo. L'autrice è Varda Polak-Sahm, una professionista affermata in Israele - ha ricevuto nel '96 del Premio internazionale fotografia «Pace nell'universo» e ha lavorato per il quotidiano La Stampa di Torino. Religioni e culture diverse scorrono attraverso una ventina di immagini catturate nelle botteghe dei fornai di tutto il mondo: un viaggio attraverso le varie tecniche utilizzate per la produzione del pane - dalla pita dei beduini del deserto alla chala europea alla injara etiope - nella quale il sacro si intreccia con il profano. «Il pane - ha precisato nel corso della presentazione ieri Stefano Colombo, segretario dell'associazione Italia-Israele di Bergamo, che è impegnata a far conoscere usi e costumi dell'ebraismo - racchiude un significato che va al di là delle immagini. Simbolo di vita, unisce in qualche modo ebraismo e cristianesimo, Torà e Vangelo». Tra folclore e tradizione l'occhio di Varda Polak-Sahm entra nel rito del pane nuziale, fissa sulla pellicola la benedizione dello Shabbat (il sabato ebraico), e approda al Cristianesimo attraverso l'immagine dell'Eucarestia dispensata a una donna armena. L'apertura della mostra è fissata per martedì 12 settembre (ore 11, atrio del Collegio S. Alessandro) alla presenza di Tibor Schlosser, consigliere dell'ambasciata d'Israele a Roma; seguirà un buffet offerto dall'ambasciata alla scoperta di cibi e sapori tipici della tradizione israeliana; il viaggio si concluderà con la degustazione di vini prodotti nel rispetto delle regole alimentari della «purezza» sancite dalla legge ebraica. L'esposizione sarà visitabile fino al 25 settembre. Sara Locatelli

 

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