Intervista a Gino Strada
Gino Strada, medico di frontiera: milanese, laureato in Medicina, ramo della chirurgia d'urgenza. Snocciola un prestigioso curriculum con corsi negli USA e in Sudafrica per specializzarsi in tecnica di trapianti poi...
Abbandona la carriera per diventare un chirurgo di guerra e fonda nel '94 Emergency, a favore delle vittime civili dei conflitti.
E' appena rientrato dal Kurdistan ma sono già migliaia i km percorsi in questo mese per incontrare gruppi, comuni, parrocchie e associazioni.
Nonostante la stanchezza- dietro quella barba brizzolata- lo sguardo si accende quando il discorso si fa impegnato ed iniziamo a circolare sul tavolo quelle drammatiche fotografie scattate in questi 10 anni dentro i conflitti: Angola, ex Jugoslavia, Rwanda,Afghanistan, Kurdistan...
Da dove parte la tua scelta di chirurgo di guerra?
Le ossa me le sono fatte in Afghanistan 10 anni fa. Avevo fatto doma nda alla Croce Rossa Internazionale e mi chiamarono subito.
Quando uno pensa agli ospedali di guerra si immagina quelli che vede nei film. Ma lì era tutto diverso. I feriti arrivavano, a dorso di mulo, e la maggior parte non erano militari ma contadini, donne e soprattutto tanti bambini, tanti.
Piccoli con braccia e gambe mozzati, con ustioni tremende su tutto il corpo.Non riuscivo a capire.
Poi un infermiere mi spiegò.
Erano le mine. Le mine antiuomo disseminate in mezzo ai campi, nelle strade attorno ai cimiteri e ai pozzi d'acqua, dappertutti!
Oggi sono disseminate in 64 Paesi nel Sud del mondo... ma chi li ricorda più? Quando si allontanano i giornalisti e i rifliettori si spengono diventano altre le notizie da " prima pagina" ma qui continuano a saltare in aria.
Le guerre sono cambiate. Le vittime sono soprattutto civili. Le armi sempre più sofisticate e leggere ... e tra queste le mine antiuomo... qual'è la logica che sta dietro tutto questo?
Tutti le chiamano le armi " dei poveri" perchè vengono acquistate con pochi dollari ( da 2$ a 30$ n.d.r.) mentre le definirei armi " contro i poveri" perchè gli effetti psicologici, le mutilazioni, l'impossibilità di usufruire di un'economia agricola creano situazioni disumane.
E questo perchè i signori della guerra hanno trovato che forse è più sicuro fare la guerra non massacrandosi tra loro ma cercando di colpire la popolazione civile.
Allora si capisce l'uso di armi di distruzione di massa, indiscriminate e persistenti come le mine antiuomo.
Se il nemico da mettere in ginocchio è la popolazione ha più senso usare armi che provochino mutilazioni piuttosto che la morte, perchè un morto lo si piange invece un mutilato lo devi mantenere, consuma risorse ed energie.. diventa un peso per la famiglia e per le comunità locale. questa è l'unica logica dei Signori della guerra!
Spesso sei invitato a trasmissioni televisive e lì sostieni la Campagna Nazionale contro la grande produziona italiana di mine antiuomo. la tua voce ha già dato fastidio a persone di un certo livello politico ed economico...
... e spero di infastidirle ancora queste persone non con le mie parole ma con le immagini scattate nei posti dove sono disseminate le mine " made in italy". Per la loro tecnologia sono tra le più ricercate e più vendute anche in nero.
Ad esempio la Valsella meccanotecnica di BS, mentre era in amministrazione FIAT ha venduto illegalmente durante l'embargo 9 milioni di queste mine a Saddam che le ha poi disseminate nel Kurdistan.
... e cosa si può fare per denunciare tutto questo?
Bisogna lavorare per diffondere una cultura di pace, del disarmo e della solidarietà. Bisogna investire nell'informazione. Grazie alla gente comune siamo riusciti ad ottenere l'anno scorso da parte del parlamento Italiano una moratoria sulla produzione e sull'esportazione delle mine italiane... ma non basta! E' fondamentale realizzare a livello legisòativo la messa al bando total ( brevetto-produzione-stoccaggio-vendita) delle mine italiane. Sappiamo che alcuni parlamentari di tutte le forze politiche hanno firmato un documento dove si vuole riprendere la produzione di mine " intelligenti" ( ad autodistruzione) visto che sono altamente qualificate e utili per tenere alto nel mondo il prodotto" made in italy" ... quasto è assurdo e la gente non può accettare questa logica perversa di puro " libero mercato" senza conoscere le conseguenze di tutto questo vissute sulla pelle di gente inerme!
Ma questo non ti basta ... hai fondato anche EMERGENGY!
Sì. E' un'organizzazione umanitaria internazionale che si occupa di interventi di emergenza in favore di tutte le vittime civili delle guerre e di coloro che ne soffrono le conseguenze: carestie, epidemie...
Gli interventi sono gestiti da personale di alta professionalità ed esperto in interventi d'urgenza con tecnologie a basso costo.
inoltre i nostri teams sono composti da personale internazionale. I fondi per le missioni vengono direttamente dalla solidarietà della gente perchè siamo un'organizzazione non governativa.
Dove siete intervenuti in questi anni?
In Rwanda il team di E. ha riattivato nel'94 l'ospedale di Kigali con i nuovi padiglioni di chirurgia e di maternità.
Nel Kurdistan iracheno, a Choman abbiamo ripristinato l'attività medico-chirurgica e, per facilitare il ricovero dei feriti nella parte meridionale del paese, abbiamo iniziato ia lavori di un nuovo ospedale a Sulamanija. Nel Novembre dell'anno scorso abbiam,o sospeso l'attività per un'epidemia di colera che ha reso necessaria, con altre organizzazioni umanitarie, la costruzione di un ospedale da campo per circa un migliaio di pazienti. Siamo stati per alcuni sopralluoghi anche in Cecenia( dove è quasi impossibile penetrare senza i permessi Russi) ed anche a Kabul, la capitale Afghana, dove un milione e mezzo di persone vivono senza elettricità acqua viveri e medicinali.
Attualmente il vostro team dove è impegnato?
In Kurdistan, dove la realtà a causa di una guerra civile è ancora delicata. lì stiamo coinvolgendo circa 220 curdi, regolarmente stipendiati, per insegnare loro le tecniche di emergenza, come si organizza e si mantiene un ospedale e tante altre cose. E' importante coinvolgere la gente del posto: medici infermiere, personale per la pulizia...
Ma siamo anche impegnati... in Italia, ad esempio per le scuole è disponibile la campagna " ATTENTI ALL'UOMO" sostenuta da LUPO ALBERTO, con schede didattiche sui paesi coinvolti nei conflitti sommersi. un modo diverso di fare storia e geografia! Sono state coinvolte 1500 scuole. Inoltre Rosangela Perroco ha già venduto 12.000 copie del libro " Nato da un aquilone bianco", i cui diritti d'autore sono devoluti a E. Anche l'attrice Lella Costa con il suo spettacolo STANCA DI GUERRA sta coinvolgendo platee intere per sostenerci.
Gino Strada non ha proprio niente dell'eroe, come qualcuno lo ha dipinto, ... e non fatica ad ammettere di avere pianto, e tanto, in questi anni...
Come fai a non piangere quando ti muore un bambino sotto i ferri, o quando capisci che è arrivato in ospedale troppo tardi... come fai a non attaccarti a questi piccoli che crescono con la guerra addosso, che a quattro anni sanno già che domani potrebbero morire.
Tra i tuoi tanti ricordi di guerra hai una storia di speranza?
Quella di Kahlil mi è rimasta nel cuore. Avrà avuto 4 anni e aveva un proiettile nella pancia. E' stato un mese e mezzo in ospedale, tra la vita e la morte.Suo padre non si è mai mosso un minuto dalla sua branda. Siccome non c'era posto si rannichhiava sotto quella del suo bambino, lo accudiva, lo teneve per mano,gli parlava sottovoce. Alla fine era diventato uno di noi. Poi Kalhil è guarito e se ne sono andati.
Anche in Rwanda, nei mesi tremendi del genocidio ricordo il mio più piccolo ferito di guerra: un bambino non ancora nato. Mancavano alcune settimane al parte, avevano sparato alla madre, il proiettile era trapassato nella pancia me per fortuna solo sfiorato il bambino.
L'abbiamo tirato fuori e operato subito, quella volta si è salvato. Dopo chissà...
Gino, per concludere, ma chi te lo fa fare?
E' stato proprio in mezzo a questo orrore, in queste situazioni estreme dove adesso sei vivo ma tra un minuto potresti saltare in ari, che ho scoperto il senso dei rapporti veri, la forza di un'amicizia, il valore della solidarietà concreta.
Tutto questo, insieme alla mia famiglia, aiuta a trovare le ragioni per restare.
Mentre spegne la solita sigaretta e si passa la mano sulla testa, abbassa gli occhi e mormora:" E' una strada in salita... ma la percorreremo fino in fondo con tutti quelli che credono che la pace è più forte di ogni guerra".
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