B@bele: spettacolo del Gruppo Exodus



 

Con musiche di Claudio Baglioni
Ci siamo guardati intorno
e ci siamo accorti che
- pur vivendo il tempo del "villaggio globale"-
le persone non riescono a comunicare.
Non comunicano le generazioni, i genitori con i figli,
il mondo della politica con la società civile,
le etnie, i popoli e le religioni …
Tutti soli, chiusi in se stessi,
presi a costruire una nuova Torre di Babele.
Tanti i linguaggi, le forme di espressione,
i mezzi di comunicazione:
eppure forte è la confusione, la disgregazione sociale
e la difficoltà di allacciare relazioni con coloro
che ci stanno accanto
e con i quali dovremmo condividere
l'esperienza del vivere quotidiano.

La rappresentazione vuole essere una riflessione
sulla nostra presunzione di farcela da soli,
sulle chiusure agli altri,
sull'egoismo che regola i nostri rapporti con le persone, …
ma anche una testimonianza di chi sta provando
a scoprire gli altri nella loro ricchezza e diversità,
a scegliere la solidarietà come "cemento" sociale,
a costruire "ponti" anziché "torri".



 



SCENA DELLA CONVINZIONE
Personaggio 1
…. Lavoro 16 ore al giorno; ho pochissimo tempo per me.
Quando sono libero vado in palestra.
Mi piace sentirmi a posto e in forma,
Non so cosa dire ancora: lavoro, tanto lavoro e …nient'altro!
Tutto qui!
 


Personaggio 2
Visto che macchina!
Finalmente è mia: nuova, di zecca.
Il colore, poi, fa colpo (Si sporge dalla torre)
La gente ti guarda e un po' ti invidia.
Ha un motore che è una bomba
E quando la lanci in velocità non ti sembra di correre, stai bene!
Computer a bordo, interni perfetti anche nei particolari.
Con questa macchina posso andare in capo al mondo!

Personaggio 3
Mi chiamo Enzo e sono single:
single e felice di esserlo perché non mi piace sentirmi legato.
Faccio ciò che voglio, quando voglio e come voglio.
Se mi va, vedo gente; altrimenti sto da solo
che di questi tempi - con quello che gira - è la cosa più saggia.
Le donne? Si, qualcuna … ma senza legami impegnativi.
Non mi piacciono i rapporti lunghi e asfissianti.
Enzo è solo di Enzo.

Personaggio 4
La mia domanda era "Come stai" e non "Cosa fai"?

Personaggio 1
Come sto" in che senso?
Non sarà uno di quei sondaggi scemi?

Personaggio4
Sta tranquillo! Rilassati!
Ti ho solo chiesto come stai tu, dentro?

Personaggio 1
Ah! … credo di aver capito ma adesso devo correre in palestra.
Ti faccio sapere quando ho un po' di tempo.
Scusami ti chiamo presto! Ciao!

Personaggio 1
Accidenti! Un appuntamento per rispondere a una domanda!
Siamo messi bene …
(si avvicina ad un'altra torre) E tu? Come stai?

Enzo
Io? Come sto? E … come sto? Sto come …
Boh! E chi ci pensa a queste cose!
Vado avanti e … per il resto si vedrà!


SCENA DELLA CONFUSIONE

Personaggio 1
Mio figlio è un cretino!
Ha un mondo tutto suo, che non ha niente da spartire con noi adulti!
Quando è in casa si chiude in camera,
con la musica a tutto volume.
Esce di lì solo per dieci minuti, quando mangia, se mangia …
Dice solo quattro parole che devi carpirgli con le pinze.
E come si concia: orecchini, catene, capelli colorati!

Personaggio 2
Se lo lasci dire da un esperto:
gli adolescenti hanno un mondo fittizio, fatto di canzoni di gerghi,
di look aggressivi, di messaggi che solo loro possono decodificare
Effettivamente, si disinteressano di ciò che li circonda,
temono la normalità, la routine.
Rifiutano la storia, le radici e, alla fine rifiutano anche se stessi e la vita.

Personaggio3
Concordo con il collega!
Classico prodotto di nicchia: conformisti nel branco,
schiavi delle mode, affascinati dalle sirene della pubblicità,
della televisione. Assorbiti dai loro idoli, dalle playstation;
Per stare al passo devono avere le stesse, precise,
identiche cose dei coetanei,
altrimenti sono considerati diversi e, quindi, esclusi.

Personaggio 4
Per me i figli sono mostri! Avete sentito cosa combinano?
Leggete i giornali, guardate la televisione …mi saprete dire
E sono anche degli - si può dire?
Lo dico piano - sono degli stronzi
Ti sfruttano finché gli fa comodo,
poi ti mandano a quel paese!
Non avrei mai creduto che potesse capitare a me.
E non gli ho fatto mancare mai niente!

E' inutile parlare, la colpa è delle mamme, troppo accondiscendenti!
E' colpa dei padri, assenti!
No, la colpa è delle cattive amicizie che frequentano!
E la scuola, gli insegnanti? Non li contate?
E' colpa della televisione: troppa violenza!
No, le discoteche chiudono troppo tardi!
……
E' colpa è tua!
No è tua!
La colpa è vostra!
 



SCENA DELL'AVERE



Tutti
A-be-le! A-be-le! A-be-le!

Personaggio 1
Chi cerca Abele? Abele è morto e sepolto … per sempre!
Siamo stati noi, Ca-Ino, a ucciderlo.
Non tornerà tanto presto! Statene certi.
Per cui smettetela di frignare!
Non vi servirà a riportare in vita
(ironico) il buono, il bello, il generoso, l'altruista … Abele.
Ah! Ah! Ah! (Sghignazzando mentre il "cane" abbaia)
(Rivolto al pubblico) Scusate non ci siamo neanche presentati:
lui è "CA'" (il "cane" abbaia) …
io, invece, sono "INO".
Ca-Ino, per servirvi

(Si avvicina ad un personaggio sulla scena)
Cos'hai da guardare in quel modo?
Pensi di essere diverso da noi?
La pasta è la stessa!
Certo, ti piacerebbe essere diverso …
Ma che ci vuoi fare … anche tu sei un Ca..Ino
(Rivolto a CA') forse assomiglia più a Te che a me non trovi?
La sorte dei poveri Cristi che vedi al telegiornale, la sera,
mentre stai lì, che mangi, con il tuo piatto pieno,
caldo e sicuro in casa,
Ci puoi scommettere che domani hai già dimenticato tutto!
Sono lontani, qualcuno si occuperà di loro!
E poi non è colpa tua se stanno male!
Non hai neanche tempo per te, figurati se ne ha per gli altri!

(Si avvicina ad un personaggio sulla scena)
Forzaa, ragazzi, un po' di amor proprio, di onestà!
Ad essere "buoni", ci si rimette! (Ca' fa dei versi di approvazione)
La gente è cattiva e fare il fesso non serve:
bisogna ripagare con la stessa moneta!
Per cui difenditi con un po' di "sano" egoismo!
Mi raccomando "sa-no!": la differenza sta lì.
(Rivolto al pubblico) Solo noi - Ca' e Ino - potevamo inventare
questi sottili meccanismi di giustificazione,
(pompandosi) uno furbo come Ca' e scaltro come Ino!
(con disprezzo) Nooo! Abele non ne sarebbe capace!

(Si avvicina ad un personaggio sulla scena)
Non ti hanno forse detto, da piccolo
"Se non dormi, viene a prenderti l'uomo nero?"
Oggi quella minaccia è realtà!
Sono neri, gialli, rossi ma la paura è la stessa!
Non li conosci, non sai come possono reagire
Non sono come noi …
Mi hai capito?

(Ca' stana un personaggio che si nasconde dietro una torre;

gli si avvicina e gli abbaia contro)
Cosa c'è Ca'? Cos'hai fiutato!
Ma guardalo, fa il timido lui
ma - ammettilo - la vita comoda, i soldi, la macchina
piacciono anche a te!
Questa spirale avvolge tutto e tutti.
(S'imposta come un attore che declama)
Avere o non avere questo è il dilemma! (Ca' applaude)
(Sempre rivolto al pubblico) Però, mica male per un principiante!


SCENA DELLA CONSAPEVOLEZZA

Personaggio 1
Che buio che c'è qui! e che freddo!
Ehi, mi sentite? (Silenzio) C'è nessuno?
Dico a voi, non lasciatemi qui, da solo, come un cane.
Datemi una mano!
(Ancora silenzio) C'è qualcuno? Rispondete, per favore!

Personaggio 2
Pssss! Sono qua! Mi vedi!
(fa uscire dalla torre una mano) Toh! Prendi la mia mano!

Personaggio 1
(Cerca di afferrare la mano ma è troppo lontana)
Non ci riesco! Avvicinati!
No, è troppo lontana! Neanche la sfioro!
Dai, allungati un po'!

Personaggio 2
Non ci arrivo … accidenti a questa torre … sembra una galera!

Personaggio 1
Siamo prigionieri! Ohooo! C'è nessuno che può sentirci?

Personaggio 2
(Entra da dietro una torre)
Ma chi vuoi che ti senta? Vedi forse qualcuno quassù?
Sali in cima alla torre … vai e guarda.
Li vedi, adesso? Stanno tutti giù, nella valle,
a chilometri di distanza, presi dalle loro cose.
Non è quello che io e te abbiamo sempre voluto?
Tenere a distanza le persone, proteggerci da loro,
guardarle da lontano, studiarle e, poi, giudicarle
E noi, quassù, fieri, a goderci lo spettacolo, senza mai metterci in gioco:
semplici spettatori!
Il biglietto, però, lo paghi! E come se lo paghi!

Personaggio 3
E così! S'impara presto a essere egoisti,
a guardare agli altri con diffidenza.
Io ci penso adesso … forse, una vita mediocre ma come tante altre.
Vai avanti, avanti, poi, arriva un bel giorno,
uno di quelli che non sembrano particolari e ... non ci stai più dentro:
prendi coscienza che il tempo è passato, scivolato senza lasciare una traccia, un segno.
Non hai costruito niente e non ti senti niente,
ti domandi solo dove sei stato finora e chi ha vissuto al posto tuo.

Personaggio 4
Ad essere sincero, c'è stato un momento
In cui ho deciso di abbassare il ponte levatoio della torre.
Volevo che gli altri entrassero, pretendevo che venissero da me
, perché - mi ripetevo - sono loro che devono entrare!
Non tocca a me uscire.
Ne ero così convinto che quando sono rimasto solo
Mi sono detto: "io non ho bisogno di loro perché non mi capiscono,
e, quindi, non mi meritano".
(Pausa) Da quel momento la torre è il mio rifugio.



 

SCENA DELLA SOLIDARIETA'

… quando cadono le difese, finalmente si resta uomini …
… uomini! … anche se fragili,
… uomini padri,
… uomini madri,
… uomini figli … fratelli,
… semplici uomini!
… fatti per stare insieme!
… senza distinzioni
… che si cercano anche se non lo sanno
… e si trovano lungo le strade della vita!


CANZONE: STRADA FACENDO

Io ed i miei occhi scuri siamo diventati grandi insieme
con l'anima smaniosa a chiedere di un posto che non c'è
tra mille mattini freschi di biciclette
mille e più tramonti dietro i fili del tram
ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me

Io e i miei cassetti di ricordi e di indirizzi che ho perduto
ho visto visi e voci di chi ho amato prima e poi andar via
e ho respirato un mare sconosciuto nelle ore larghe
e vuote di un'estate di città
accanto alla mia ombra lunga di malinconia

Io e le mie tante sere chiuse come chiudere un ombrello
col viso sopra il petto a leggermi i dolori ed i miei guai
ho camminato quelle vie che curvano seguendo il vento
e dentro un senso d'inutilità
e fragile e violento mi son detto tu vedrai vedrai vedrai

Strada facendo vedrai che non sei più da solo
strada facendo troverai un gancio in mezzo a1 cielo
e sentirai la strada far battere il tuo cuore
vedrai più amore vedrai

Io troppo piccolo fra tutta questa gente che c'è al mondo
io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai
e ho corso in mezzo a prati bianchi di luna
per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità
e giovane e invecchiato mi son detto tu vedrai vedrai vedrai

Strada facendo vedrai che non sei più da solo
strada facendo troverai anche tu un gancio in mezzo al cielo
e sentirai la strada far battere il tuo cuore
vedrai più amore vedrai

E'una canzone e neanche questa potrà mai cambiar la vita
ma che cos'è che ci fa andare avanti a dire che non è finita
cos'è che ci spezza il cuore fra canzoni e amore
e che ci fa cantare e amare sempre più
perché domani sia migliore perché domani tu

Strada facendo vedrai
perché domani sia migliore perché domani tu (7 volte)


SCENA FINALE: L'ELOGIO DEL PONTE

E, adesso, a Voi, pubblico!
Perché sono sicuro che qualcuno, anche qui,
è pronto a costruire la "sua" torre.
Affascinato dall'idea di una torre
che punti dritta verso il cielo:
una torre alta, altissima,
impenetrabile, imponente, orgogliosa.
Una torre per difendersi, per attaccare … non importa!
Comunque sia: una trappola, sottile, raffinata,
che ti porta all'inferno.
Perché l'inferno non è solo diavoli e fuoco:
ma la solitudine, il vuoto che ti pesa dentro.
Quella smania di afferrare il cielo
si fa strada dentro di te, ti invade,
decidi di andare su, su, sempre più su.
Non vedi altro, niente t'interessa più!
E' la tua sfida: devi vincerla! devi arrivare più alto!
Ma più in alto di chi? Di cosa?
Il segreto è andare "oltre":
oltre noi stessi, oltre le apparenze,
oltre il giudizio e il pregiudizio,
oltre le differenze, i confini, i colori della pelle,
oltre le nostre stupide convinzioni,
oltre le misere sicurezze, oltre le comodità,
oltre, e sempre più in là …..
Via, dunque, le torri!
Distruggetele, dalla prima all'ultima!
Che non resti nulla!
Perché di nulla sono fatte
e basta un nulla per farle crollare!
Amate i ponti!
Perché congiungono sponde, paesi, città, nazioni,
uniscono le persone, creano gli incontri,
riducono le distanze.
Costruite ponti, tanti e nuovi,
pieni di sole, da traversare senza pedaggio
ponti di solidarietà, di rispetto, di comprensione!
Non aspettiamo domani perché ...
perché la vita è adesso!
 

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