Caporedattore dell'Annuario e Vicepreside del Ginnasio - Liceo Classico
Incontrare persone,
tante persone come questa sera, è sempre un’occasione di festa; e
l’occasione si rinnova ormai da molti anni per la presentazione
dell’Annuario del Collegio S. Alessandro; i volti, impressi nella memoria,
degli ex allievi, i visi un po’ tirati degli attuali studenti, i ricordi che
legano a noi gli ex docenti e le esperienze che si intrecciano fra i docenti in
servizio, i genitori sempre più presenti e coinvolti nella nostra scuola, le
autorità sedute a questo tavolo che testimoniano la stima verso di noi: tante
persone, tante storie, una comune volontà di passare un’ora insieme, fra
discorsi, riconoscimenti, sensazioni. Un volto su tutti quest’anno ci
accompagna: il sorriso paterno, amorevole e dolcissimo di Papa Giovanni XXIII,
che dal consesso dei beati si compiace con noi, applaude e ci benedice: a lui,
nostro fratello e nostra guida, è dedicato questo numero dell’Annuario.
Nel sommario del volume segue la parte dedicata ai servizi, con la presentazione
dell’attività delle commissioni e con la documentazione di incontri tenuti da
docenti e alunni, finalizzati all’aggiornamento o alla sensibilizzazione verso
tematiche attuali.
L’Annuario si chiude con le attività di partecipazione: organi collegiali,
associazioni dei genitori, partecipazione
a gare, ricordi, fra cui spicca quello di Mons. Drago, che in passato ha dato
preziosi contributi sulla storia del collegio pubblicati nei numeri precedenti e
a cui va un nostro ricordo affettuoso. Tanta ricchezza dunque, tante occasioni
di incontro e di scambio dentro la scuola e fuori da essa.
Accettare le sfide, infine, per l’Annuario significa anche rimettersi in
discussione: riconquistarsi un ruolo che sia riconosciuto da tutti, docenti e
alunni, all’interno della nostra scuola, ai quali l’Annuario chiede più
impegno nel realizzare lavori e nel consegnarli puntualmente alla redazione, più
fantasia nel costruire percorsi e nel proporli. Accettare la sfida del presente
significa anche, se necessario, ripensare la struttura del volume o costruire
integrazioni attraverso il supporto dell’informatica (settore che nel nostro
istituto, grazie alla passione e alla competenza di alcuni docenti e grazie al
contributo economico di alcune agenzie del territorio risulta
all’avanguardia); forse è anche giunto il momento, visto che siamo al 14^
numero della pubblicazione, di riflettere sulla possibilità di realizzare
indici per autori, per materia, per argomenti o estratti relativi ad alcuni
settori didattici e disciplinari particolarmente trattati.
Si propongono all’attenzione di tutti noi questi potenziali sviluppi,
in quanto l’Annuario è di tutti, in primo luogo dei ragazzi e dei loro
docenti, che ne sono insieme protagonisti, poi dei genitori, poi del territorio
intero.
Ci penseremo. Per ora sfogliamo questo volume, cerchiamo di farlo conoscere,
soprattutto utilizziamolo. Non c’è niente di più triste di un libro riposto
in uno scaffale e abbandonato al suo destino. Un libro è qualcosa di vivo, che
regge e vince la sfida dell’impero dell’immagine, che si lascia toccare e
gustare poco a poco, quando il lettore lo desidera. Un libro vale la fatica di
pensarlo, costruirlo passo dopo passo, vederlo cresce, vale il rischio di
sottoporsi a critiche quando risultino necessarie, perché il suo scopo è
quello di testimoniare la storia di una comunità vitale, che crede in ciò che
fa e con tale convinzione affronta le difficoltà e gli intoppi inevitabili o
evitabili. Certo, un Annuario non può documentare tutto e ciò che non è
documentato non ha meno valore di quanto si può leggere: c’è chi preferisce
lavorare nel silenzio, chi non ama proporsi; ci sono situazioni, questioni
organizzative, problemi e successi che non si riescono a trasformare in una
pagina scritta. Subentra in questi casi la nostra memoria, che integra il volume
e che sa mantenere vivi esperienze e progetti.
La redazione ringrazia quanti hanno collaborato, si scusa con coloro che non ha
potuto contattare, chiede a tutti
per il futuro massima collaborazione e disponibilità, affinché questa
significativa tradizione non sia destinata a spegnersi, ma piuttosto si rinnovi
annualmente e contribuisca a fare individuare e percorrere alla nostra scuola,
nelle sue componenti amministrative e didattiche, la giusta strada nel cammino
di riforma che la scuola italiana si appresta a vivere. Un percorso che si muova
fra il rispetto della solida tradizione e l’ascolto della modernità si
costruisce nell’equilibrio fra la memoria e la progettazione, senza tagli
netti del passato, senza corse istintive al futuro. L’Annuario continua a
essere 500 pagine di ricordi sui quali, e grazie ai quali, proseguire fiduciosi
il nostro cammino.
Prof. Lucio Sisana
Festa dell'Annuario, il rettore del S. Alessandro commenta la riforma scolastica
Da quattordici anni i ricordi che
legano ex allievi e docenti, ma anche le esperienze di genitori e studenti,
rivivono nella festa dell'Annuario, tradizionale occasione di incontro
organizzata dal Collegio vescovile Sant'Alessandro.
Così anche ieri tante persone e tante storie si sono intrecciate in un intenso
pomeriggio di gioia e di riflessione fatto da discorsi, riconoscimenti, ma anche
da sensazioni forti nel ricordo di Papa Giovanni XXIII, cui è stato dedicato
l'annuario 2000/2001. Cinquecento pagine che rappresentano lo spaccato di un
istituto che proprio dalla memoria e dalla solida tradizione culturale e
formativa trae la sua linfa vitale per aprirsi alla modernità. Con uno sguardo
anche alle ipotesi di riforma, alla vigilia degli Stati generali dell'istruzione
voluti dal ministro Letizia Moratti.
Proprio il rettore del Collegio monsignor Achille Sana ha fatto il punto su
alcuni temi «caldi» della scuola italiana formulando l'auspicio che le
trasformazioni in atto «non portino a un impoverimento degli obiettivi
didattici ed educativi» ed esprimendo il timore «sull'importanza troppo grande
assegnata all'inserimento nel lavoro e al basso rilievo dato all'arricchimento
culturale come forza morale della persona».
Monsignor Sana ha toccato anche il tema della parità scolastica rivolgendosi
idealmente a quel mondo studentesco che si riferisce al Collegio come oggetto di
protesta: «Il buono scuola della Regione per le famiglie che iscrivono i figli
alle scuole non statali, così come le borse di studio elargite dalla Provincia,
rispondono a giustizia e diritto. Questi provvedimenti restituiscono ai genitori
almeno parte della somma che lo Stato ha ricevuto sotto forma di tasse e
contributi, inoltre costituiscono un diritto alla libertà di educazione».
Alla presentazione dell'annuario hanno partecipato anche numerose autorità
civili e religiose, sottolineando il ruolo fondamentale che gli studenti di oggi
rivestono per la società del domani: sono intervenuti monsignor Battista
Roncalli, il sindaco Cesare Veneziani, il prefetto Cono Federico, Alessandra
Masper per l'Ufficio scolastico provinciale, il presidente del consiglio
d'istituto Adriano Berneri. Un pomeriggio intenso, moderato dalla docente
Marialuisa Ruck, specchio del cammino di crescita simboleggiato proprio
dall'annuario che è stato illustrato dal vicepreside Lucio Sisana. Al termine
pioggia di borse di studio, messe in palio dal Collegio per gli studenti più
meritevoli o per chi si è distinto in parrocchia, e di distintivi per gli ex
allievi della maturità passata.
Teresa Capezzuto
L'articolo de L'Eco di Bergamo del 15 dicembre 2001
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